Il progetto svolto dalla classe 5 Tecnico Moda ha l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi riguardo il tema dell’inquinamento nel mondo della moda attraverso un progetto vero e proprio, che faccia capire appieno cosa significhino i termini spreco e riuso nel mondo del fashion e del tessile.
I ragazzi, partendo da una raccolta di abiti non più utilizzati, dovranno dare una nuova vita a tali capi creandone nuovi con una nuova funzione prestando attenzione al dispendio e alla creatività.

Negli ultimi anni si è assistito alla diffusione nella nostra società di una nuova sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali, favorendo lo sviluppo di nuovi modelli economici e sociali legati all’ecosostenbilità, ovvero a un utilizzo accorto e consapevole delle risorse umane, al fine di garantire alle generazioni future la disponibilità di usufruire delle stesse risorse e permettere una crescita compatibile con il rispetto dell’ecosistema.
Il modello di riferimento si basa su un tipo di economia circolare che non produce scarti o rifiuti non necessari, ma che cerca di riutilizzare costantemente le risorse, senza sfruttarne di nuove. Un modello in contrasto rispetto a quello finora dominante di economia lineare, basato sullo sfruttamento di materie prime destinate a diventare rifiuti e costruito su una mentalità di tipo consumistico. L’ambito della moda è stato interessato dalla diffusione di questo nuovo approccio, che riguarda in particolar modo, una scelta più consapevole di materiali e tessuti, una riflessione etica relativa alle dinamiche progettuali e produttive e una critica al modello della fast fashion.
Nel prossimo futuro, sarà sempre più stimolante chiedersi da dove arrivano i materiali degli oggetti attorno a noi, e riscrivere il destino di un oggetto è un esercizio creativo che aiuta a ripensare la forma e il senso delle cose. Oggi più che mai questa forma di creatività legata alla necessità di produrre a impatto ambientale zero sta spopolando tra i giovani designer di tutto il mondo. I campi principali di applicazione sono di certo l’arredamento e la moda.
Senza dubbio uno dei maggiori vantaggi dell’upcycling è quello di “salvare” oggetti o vestiti che altrimenti sarebbero stati buttati, dando loro una seconda vita. Oltre a evitare il rammarico per lo spreco, l’upcycling ci permette anche di ridurre l’impatto dell’industria della moda, tra le più inquinanti al mondo.

L’upcycling sarebbe quindi molto diverso dal recycling, il riciclo, il cui obiettivo a volte è quello di far tornare un oggetto alla stessa funzione, a volte quello di trasformarsi perdendo valore. L’upcycling, invece, significa riutilizzare gli oggetti per creare un prodotto di maggiore qualità, reale o percepita.
Partendo da questo concetto, i ragazzi della classe 5 Tecnico Monda hanno partecipato al Remira Market, un mercatino della seconda mano che invita a guardare con occhi nuovi le cose per dare loro una seconda vita. Katia e Virginia, con il loro Remira Market, sostengono la consapevolezza legata alla salvaguardia dell’ambiente e uno stile di vita eco-compatibile. Il motto REUSE & RAVANA esorta a rovistare tra le bancarelle e soprattutto a rimettere in circolo oggetti e abbigliamento usati.
Venerdì 11 febbraio, Katia e Virginia sono intervenute in un’attenta revisione dei progetti in corso dei ragazzi, dando un prezioso contributo che continuerà anche nei prossimi mesi…






